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IL PRELIEVO DI SANGUE.
GUIDA PRATICA ALL’USO DELLE PROVETTE NECESSARIE PER I PRINCIPALI ESAMI EMATOCHIMICI.

Gli esami ematochimici richiedono nella quasi totalità dei casi l’esecuzione di un prelievo venoso.

Il prelievo arterioso è richiesto in pochi casi, come ad esempio nella determinazione dell’equilibrio acido-base e di norma viene eseguito nelle strutture di ricovero e cura.

Il prelievo venoso viene generalmente attuato per punzione delle vene cubitali alla piega del gomito. Per ottimizzare il rapporto sangue-anticoagulante presso la nostra struttura è stato adottato il sistema di prelievo sottovuoto. Esso consiste in una serie di provette in PET (polietilentaftalato) nelle quali è stato preventivamente realizzato il vuoto necessario per aspirare un quantitativo determinato di sangue.

Questo permette un rapporto ottimale anticoagulante-sangue prelevato, molto importante al fine di impedire che il campione subisca una eccessiva diluizione. Inoltre il flusso regolare di sangue determinato dall’aspirazione della provetta riduce al minimo la formazione di microcoaguli e la presenza di emolisi che interferiscono pesantemente con l’attendibilità dei risultati attesi.

NEL CASO DI EMOCROMO E PT E’ MOLTO IMPORTANTE AGITARE DOLCEMENTE LA PROVETTA PER CAPOVOLGIMENTO ALMENO 4-5 VOLTE DOPO IL PRELIEVO PER EVITARE LA FORMAZIONE DI COAGULI.

E’ TASSATIVAMENTE VIETATO ESEGUIRE PRELIEVI VENOSI ATTRAVERSO DISPOSITIVI USATI CONTEMPORANEAMENTE PER LA PRATICA INFUSIONALE DI SOLUZIONI, FARMACI, ECC…

Prelievo venoso – ISTRUZIONI D’USO

  • Precauzioni:

    1. Attenersi scrupolosamente alle precauzioni universali:
    - eseguire all’inizio di una serie di prelievi un accurato lavaggio delle mani con acqua e detergente
    - indossare i guanti al lattice forniti e sostituirli ad ogni paziente
    - si raccomanda una accurata detersione delle mani alla fine dell’attività di prelievo

    2. l’utilizzo di strumenti taglienti (ago) può provocare ferite con conseguente esposizione degli operatori al rischio biologico

    3. eliminare gli aghi unitamente alla camicia nei contenitori appositi per rifiuti taglienti

    4. il non corretto riempimento delle provette può produrre dati analitici non corretti

    5. la conservazione delle provette a temperatura uguali od inferiori a 0°C produce emolisi

    6. non usare aghi e provette che presentino corpi estranei adesi e/o inclusi

    7. non usare aghi e provette oltre la data di scadenza

  • Preparazione del prelievo venoso:
    Verificare che i seguenti accessori siano a portata di mano prima di eseguire il prelievo:

    1. tutte le provette necessarie, correttamente identificate per quanto riguarda la dimensione, l’aspirazione e l’additivo

    2. le etichette con l’identificazione esatta del paziente

    3. aghi e portaprovette appropriati ed eventuali set di prelievo

    4. tamponi per la disinfezione della cute scelti in funzione del protocollo applicato

    5. tampone o garza sterile asciutta

    6. disinfettante per la cute

    7. laccio emostatico

    8. cerotti

  • Norme preventive:
    Poiché alcune provette sottovuoto, anche sterili, contengono additivi chimici che, se reinfusi, potrebbero dare luogo a reazioni negative nel paziente, è importante, nel corso del prelievo, seguire scrupolosamente le indicazioni di seguito riportate, che assicurano contro i rischi di reflusso accidentale.

    1. distendere il braccio del paziente verso il basso

    2. utilizzare la provetta sempre con il tappo rivolto verso l’alto

  • Prelievo del campione di sangue venoso:

    1. aprire l’involucro dell’ago senza rimuovere il cappuccio. Fissare l’ago nella camicia

    2. scegliere la provetta o le provette indicate per il prelievo del campione desiderato

    3. le provette contenenti anticoagulanti devono essere delicatamente battute sul fondo per provocare il distacco dell’eventuale additivo adeso al tappo

    4. scegliere il punto ove effettuare la puntura venosa

    5. applicare il laccio emostatico. Disinfettare la parte destinata alla venipuntura con l’antisettico. Non palpare la zona della puntura venosa dopo averla disinfettata

    6. porre il braccio del paziente in posizione distesa verso il basso

    7. togliere il cappuccio dell’ago. Eseguire la puntura venosa

    8. inserire la provetta nella camicia. Spingere la provetta verso il fondo della camicia fino a perforare il diaframma del tappo. Il sangue inizia a fluire. Lasciare in questa posizione. Mantenere il braccio in posizione abbassata e la provetta con il tappo verso l’alto.
    Attenzione! Se il sangue non fluisse nella provetta o se il flusso del sangue cessasse prima che sia stato raccolto il campione necessario, suggeriamo i seguenti accorgimenti per completare il prelievo:
    • lasciando la provetta inserita assicurarsi che la cannula dell’ago sia in vena (ruotare delicatamente l’ago di qualche grado, avanzare od arretrare di qualche millimetro: normalmente il flusso di sangue riprende)
    • è possibile rimuovere la provetta ed inserirne una nuova
    • se il flusso di sangue non riprende rimuovere tutto e gettare ago e provetta. Ripetere il prelievo dal punto 1.

    Nota: se si utilizza un set per prelievo venoso con la prima provetta si avrà un prelievo ridotto di circa 0.5 ml (corrispondente all’aria presente nel raccordo). Prestare particolare attenzione se il paziente esegue solo il PT (in questo caso raccogliere parzialmente il sangue in una prima provetta ed inviare al laboratorio una seconda provetta, correttamente riempita fino al livello previsto)

    9. quando la prima provetta è riempita ed il flusso del sangue cessa, rimuovere la provetta dalla camicia

    10. inserire le successive provette nella camicia fino a perforare ogni volta il diaframma. È consigliabile utilizzare le provette senza additivi prima di quelle con additivi

    11. le provette con additivi, una volta riempite, devono essere delicatamente omogeneizzate per inversione (5-6 volte). Non agitare. Un’agitazione troppo energica può causare l’emolisi del campione

    12. non appena il sangue termina di fluire nell’ultima provetta, toglierla e rimuovere l’ago dalla vena. Esercitare una pressione sul sito della venipuntura con un tampone fermo sulla zona, alzare il braccio del paziente per impedire la fuoriuscita di sangue

    13. applicare una medicazione se richiesto.

    UNA VOLTA CHE LA VENA E’ STATA CENTRATA PER TUTTO IL
    TEMPO DEL PRELIEVO NON EFFETTUARE MANOVRE RICOPRENDO
    CON COTONE, GARZE OD ALTRO L’AGO INSERITO IN VENA !!!

  • Sequenza delle provette:
    a) provette per emocoltura
    b) provette senza additivi
    c) provette per coagulazione
    d) provette con altri additivi
    1. gettare l’ago (NON REINCAPPUCCIATO) e la camicia nell’ idoneo contenitore (per rifiuti taglienti)

 

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