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L'esame del sangue: di cosa si tratta!
E' questa una espressione molto comune, utilizzata da tutti, ma, in realtà, se si
vuole essere precisi, non esiste un "esame del sangue", ma, piuttosto,
"moltissimi esami", sicuramente molte centinaia. A seconda dei casi, il
medico ne prescrive alcuni ben determinati a titolo di prevenzione o per conoscere
l'andamento di una malattia in corso, per accertarne la presenza o per controllare
l'efficacia di una cura (dietetica, ormonale, eccetera), o, ancora, per vedere se
l'impiego di un farmaco non ha provocato qualche alterazione o effetto collaterale
nell'organismo. Ecco allora perchè è importante riuscire a "leggere" il
proprio referto senza togliere naturalmente competenza al proprio medico di fiducia,
che rimane l'interlocutore principale cui rivolgersi per discutere e interpretare
i risultati dei vari esami.
Come si fa
L'esame del sangue consiste nel prelevare una piccola quantità di sangue venoso,
in genere da una vena del braccio, ma in caso di vene troppo piccole o nascoste
in profondità, si potrà utilizzare una vena del dorso della mano. Il prelievo di
sangue non solo non è doloroso, ma non comporta alcun rischio, in quanto oggi si
utilizzano solo siringhe del tipo usa-e-getta. La quantità di sangue che viene prelevata
dipende dal numero di analisi da eseguire, ma, in ogni caso, si tratta sempre di
una quantità molto piccola e, quindi, non tale da provocare alcun disturbo o sensazione
di debolezza. Per la maggior parte delle analisi il prelievo deve avvenire a stomaco
vuoto, preferibilmente la mattina, per evitare che le sostanze contenute nel cibo
alterino i risultati degli esami. Infatti, nei diversi alimenti vi sono molte sostanze
(zuccheri, grassi, proteine, sali minerali, eccetera) che, una volta ingerite,
passano nel sangue dal quale vengono eliminate dopo un po' di tempo.
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